Filaria – i consigli del veterinario
16 aprile 2015

Cosa sono le spighe e forasacchi?

Il forasacco è il seme di una graminacea, chiamato arista, proveniente dalla pianta di orzo selvatico oppure dalla pianta di avena selvatica. Tali vegetali nascono spontaneamente e sono comuni in molti campi e giardini, sia in campagna che in molte aree urbane (aiuole pubbliche, parchi comunali, margini della strada, greti di fiumi ecc…) e diventano un pericolo quando la parte terminale della pianta (“spiga”), ormai secca o appena falciata, cade sul terreno
La particolarità di questi semi è quella di avere una punta acuminata e un sistema di appendici che consente l’imbrigliamento tra i peli degli animali e nelle trame del tessuto dei nostri abiti. .
Le spighe, per la loro particolare forma fisica (forma lanceolata, presenza di peluria uncinante e apertura ad ombrello), tendono a penetrare facilmente in molte cavità corporee

Dove si localizzano

Le vie di accesso di queste graminacee sono svariate; la più frequente è l’orecchio, all’interno del quale si arresta a livello timpanico da dove può essere facilmente estratta. Altre localizzazioni tipiche sono : naso, bocca, orecchie, occhi e nella cute.
Le spighe di diverse graminacee costituiscono una tipica “emergenza” della stagione estiva. Per la loro caratteristica conformazione hanno la capacità di penetrare nell’organismo e proseguire all’interno di esso
La particolare disposizione di queste appendici consente al seme solo il movimento in una direzione. Così, se il forasacco sarà entrato in cavità nasale o auricolare, non potrà che procedere approfondendosi sempre di più. Quando il forasacco si imbriglia tra i peli (è frequente che si localizzi tra i cuscinetti plantari) grazie alla presenza di una robusta punta, comincerà lentamente a perforare la cute per poi penetrare e raggiungere le regioni del corpo più disparate.

Sintomi

Gli animali spesso vengono portati in visita dopo avere fatto un po’ di attività fisica in “aree verdi”, con dei sintomi abbastanza tipici a seconda del sito in cui il corpo estraneo è penetrato.
Quando l’arista della graminacea penetra nel condotto auricolare, il sintomo immediato è un forte scuotimento della testa accompagnato, talvolta, da sfregamenti dell’orecchio interessato contro oggetti e/o a terra, oppure da tentativi di grattamento con gli arti; in una seconda fase (più tardiva) l’animale tende a tenere il capo in posizione inclinata verso il lato dell’orecchio dolente.
Se il forasacchi viene inalato, il sintomo principale è caratterizzato da starnuti persistenti ed intensi, ripetuti sfregamenti del muso e, frequentemente, perdita di sangue da una narice (rinorragia). Purtroppo l’unico modo che il veterinario ha per escludere o confermare la presenza del corpo estraneo, e quindi rimuoverlo, è quello di eseguire un’ispezione delle narici in anestesia.
Non meno frequenti sono le penetrazioni nel sacco congiuntivale dell’occhio ( più frequenti nei gatti) o nella cute, specialmente nello spazio interdigitale e in quest’ultimo caso potrebbe presentarsi una zoppia di vario grado.
Una menzione a parte merita la localizzazione bronchiale, forse la più temuta: i vegetali, in questo caso, vengono introdotti attraverso il cavo orale e, attraversata la trachea, si incastrano tra le pareti di un bronco. Qui creano una grave infezione delle vie respiratorie fino a causare degli ascessi.
Con il passare del tempo possono addirittura arrivare a bucare il tessuto polmonare e migrare in altri distretti, causando ulteriori infezioni e rendendo difficoltosa la sua rimozione. Il sintomo classico è la tosse, forte, persistente e cupa.

Diagnosi

Il metodo diagnostico per rilevare il forasacco dipende chiaramente da dove si va a localizzare.
Sarà il veterinario a decidere come operare in base alla situazione. L’ecografia, la radiologia e l’endoscopia risultano essere gli esami più appropriati per l’identificazione del corpo estraneo.

Cura

Se il forasacco è nelle cavità nasali o auricolari ed è molto superficiale, il vostro veterinario di fiducia potrà provare a toglierlo con una pinzetta, ma solo se il vostro animale collaborerà rimanendo immobile. Purtroppo, il più delle volte, quando i cani o i gatti vengono condotti dal medico per un problema del genere, il forasacco è ormai profondamente penetrato. Il modo migliore per risolvere la cosa è quella di utilizzare un otoscopio o un rinoscopio.
Queste tecniche prevedono l’induzione dell’anestesia poichè sono operazioni delicate ed un minimo movimento della testa dell’animale può causare gravi danni (anche la perforazione del timpano).
Se il forasacco è infisso nella cute bisognerà sfilarlo con molta cautela, essendo certi di non farlo spezzare. Se invece è completamente penetrato nella cute bisognerà rivolgersi al proprio veterinario di fiducia che saprà localizzarlo e rimuoverlo.

Prevenzione

Consiglio: dato che i problemi che può causare un seme di questo tipo sono tanti, il consiglio è quello di evitare sempre i luoghi in cui crescono le erbacce. Il periodo in cui comincia la comparsa di questo tipo di vegetazione è il periodo primaverile ma è il periodo estivo quello in cui si verificano la maggior parte degli incidenti. Con il caldo, infatti, i semi maturano, seccano e cominciano ad affliggere la salute dei nostri piccoli animali. Se il cane od il gatto hanno già passeggiato fra questa vegetazione è buona norma controllare le orecchie ed accarezzarli accuratamente su tutto il corpo alla ricerca di questi semi.

FalconaraVet - ambulatorio veterinario città di Falconara Marittima, provincia di Ancona